Progetto per la raccolta di petrolio in emergenza ambientale
Nel 2010, durante il grave disastro ambientale nel Golfo del Messico, ho sviluppato un progetto concettuale per la raccolta del petrolio sversato in mare, pensato per operare su larga scala e in condizioni reali di emergenza.
La soluzione prevedeva l’impiego di due unità navali affiancate, alle quali era collegato un modulo centrale con immersione regolabile. Il modulo poteva essere fatto scendere o risalire nel mare tramite un sistema di riempimento e svuotamento di aria e acqua, consentendo di adattarne la profondità alle reali condizioni dello sversamento.
Durante l’avanzamento delle navi, il petrolio in superficie, essendo più leggero dell’acqua, risaliva naturalmente lungo il modulo. Regolando l’immersione del modulo in funzione dello spessore dello strato di petrolio (ad esempio pochi centimetri o fino a oltre un metro), era possibile ottimizzare la raccolta, intercettando efficacemente l’intera massa di petrolio presente.
Il petrolio si accumulava così sulla superficie del modulo, dove veniva raccolto e aspirato mediante sistemi di aspirazione industriale e trasferito nei serbatoi delle unità navali.
Il sistema non utilizzava barriere di contenimento tradizionali né convogliamento forzato, ma sfruttava un principio fisico semplice, unito a un controllo attivo dell’immersione, rendendo possibile l’operatività anche in presenza di mare mosso.
Il progetto era concepito per una rapida realizzazione utilizzando mezzi, materiali e competenze già disponibili nell’industria petrolifera e navale.
Durante l’emergenza, il progetto è stato formalmente inviato ai canali tecnici attivati da Horizon, ricevendo riscontro via email ed entrando nel processo di valutazione delle Alternative Response Technologies.
La documentazione tecnica e la corrispondenza ufficiale sono disponibili su richiesta.

